Nato nel 1986 a Marino, cuore dei Castelli Romani, ho vissuto fin`ora anteponendo i sogni alle mie capacita`.
Amo tutto quello che riesce a sorprendermi, le persone in primis, ma anche la musica e l`arte, in molte delle sue varianti.
Il mio rapporto con la poesia e` controverso.
Non scrivo... (continua)
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Earth Day Autori Vari
La nostra Terra, così trascurata, così, martoriata, ma sempre nostra. L'Earth Day in poesia.
Pagine: 27 - € 6.00 Anno: 2008
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Tibet Autori Vari
«E’ con grande gioia che leggo questo bellissimo libro, che contiene parole che illustrano le caratteristiche e la bellezza della cultura e della religione Tibetana, dello splendido paesaggio del “tetto del mondo”. Le poesie contenute in questo libro dimostrano sintonia con il puro, amorevole e semplice cuore del popolo Tibetano. Apprezzo moltissimo l’amore e l’affetto degli autori di queste poesie verso le tradizioni del Tibet e verso la sua eredità spirituale.
Agli autori di queste poesie va il mio ringraziamento e le mie preghiere, ma anche a tutti coloro che le leggeranno!»
Lama Geshe Gedun Tharchin
Il ricavato della vendita di questo libro sarà dedicato al beneficio dei monaci e dei rifugiati tibetani
Pagine: 59 - € 8.00 Anno: 2008
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Karol Wojtyla Autori Vari
Poesie per ricordare e celebrare Papa Giovanni Paolo II
Pagine: 38 - € 6.00 Anno: 2008
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Claudio Scaramella
Le sue 87 poesie
Barchetta d'avorio, velata d'argento, sogna
l'approdo nelle scene d'amore vegliate volando.
Brezza dell'alba s'adagia umida sull'ali
d'una falena mentre l'ultimo secolo,
da poco defunto, origlia nel pianto.
Da una breccia sul tetto del mondo malato,
trapela una luce che mai avrei
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Impazzava Marzo sulla capitale
e la mattina rischiarava tutta Roma:
via Mario Fani, in particolare.
Le auto viaggiavano veloci
per raggiungere al più presto quella Camera
dove una storia nuova sarebbe cominciata.
E il destino non smentì le previsioni,
pochi istanti e la
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Sull'altura il leone sfoggia la sua chioma,
offuscata di ruggine.
Lento il gemito della leonessa ferita
si propaga dalle oscure lontananze.
Il cucciolo cercherà di farne a meno
nascondendosi nelle ombre di luna.
E la morte s'accascerà nella savana
pronta a sferrar l'attacco.
Ma
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Cerco grotte di corallo quando l`astro infuoca
e l`acqua non è più acqua (adesso è sabbia) .
Sento freddo quando s'arrampica il sasso
e la sabbia non è più sabbia (adesso è ghiaccio) .
Provo atavico terrore quando odo la Sua ira
tra gli scoppi
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Il passo s'allenta e suggella la voce
attonita e fredda di parole bendate
dissipa l'inganno come grigio fulgore.
Mi son visto di spalle, ieri mattina,
mentre urlavo sudando l'anima mia
nello sforzo selvaggio dell'occhio che ascolta.
Presagi nascosti in lievi sentori
mentre fingo
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Il marinaio suona il flauto e addorme il gregge
mentre mostri ai gigli e non a me la rosea nudità
sfoggiata nella freschezza d'una perla concessa
al mare, lungo il cammino di Maggio che esilia.
E'tempo di vendemmia sulle lande risolute
tra i fusti silvestri dove la linfa scorre
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Mi isolo
dalla gente
scrivendo
una canzone.
Volando
nella loro mente
evado
la prigione.
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Sulle gote porti il rosso del mio sole
che sanguina calore in affanni ripetuti
nelle lunghe pedalate che ci portano alla spiaggia.
Il romanzo divorato come fosse la tua pelle
getta brace ardente nel nostro lago di lava
tra le cime aguzze del mondo dove ho scelto di amarti
ad occhi chiusi,
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Ingenua allegria quella che ci lega
mentre costantemente abusiamo del privilegio
del potersi trasmettere qualsiasi allucinazione.
Pomeriggi impiegati a raccontarci il falso,
carezze di parole come lusinghe
morbide sulle abrasioni del buon senso.
Inconsciamente stringiamo nodi
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L'essenza del tuo corpo racchiusi in un'ampolla
per varare un galeone nella bocca d'un vulcano.
Placido il torpore che m'avvolge il cuore stanco
del dolore che m'invento sul rubino d'una spilla.
Nel vuoto d'equilibrio che esibisco volteggiando
sulle linee d'orizzonte che diffonde un vetro
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La fata beveva il sidro dolciastro
mentre quattro lumache si dividevano una mela
e gli occhi si chiudono con la stella che scoppia
mentre un uomo sfinito si droga nel bagno
sapendo che le fate arriveranno ancora
per parlargli d'un mondo ch'e'fatto di gesso.
E scivolo, sull'incoscienza di chi
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All'ombra d'un ulivo millenario
steso a dipanar mille e più gomitoli
venni travolto da un fiotto di verità.
I pori occlusi dell'organismo inerte
pulsavano armonici nei timpani
d'acqua d'una spugna di mare.
Zucchero fuso e chiaro d'uovo
distinguevo nitidi sul prato glassato
e sul pelo
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Io annaspo nel buio della noia a fabbricar bare di mogano
per i guerrieri dispersi nei coriacei cuori di donna.
Bianca e leggera di parole negate guida lei
l'intento, che forse preferirebbe una febbre palustre
come quella spagnola del secolo andato
a chieder rimborso per i giorni di festa;
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Penisola danzante nel roboante assillo
dei miei passi biondi in brughiera.
Ho visto l'amido dalle spighe flesse
colar giù da scogliere di riso.
Serpenti minuscoli volavano suadenti
nell'aria fredda intrisa dell'amianto
liquido che irradiava un sole stranamente assente
in quella porzione
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Perduto su di te
odo il fruscio del moto vorticoso.
E'oggi.
Domani verrà ancora
e presto sarà ieri.
Nel tempo io ti amo,
maldestro pianeta,
sull'orbita ellittica
del tuo sogno di luce.
E verrà l'eclissi
sul mio ruolo d'attore
in questo antico teatro,
ma non si chiuderà il
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